


Credito d’imposta ridotto dalla legge di bilancio 2020: duro colpo per le Imprese
A partire dal 1° gennaio 2020 una nuova legge di Bilancio ha introdotto una rinnovata disciplina del credito d’imposta. Quest’ultima riguarda anche investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative relative ad aziende di ogni dimensione e ambito operativo.
Il credito d’imposta è accessibile alle imprese di ogni dimensione presenti nel territorio dello Stato che effettuano investimenti in una delle attività ammissibili alla misura agevolativa. Il contributo spettante, pari al 6%, sale al 10% in caso di innovazione tecnologica destinata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.
Enorme la preoccupazione del mondo industriale per la nuova manovra. Perché? Seppur presentata in veste di vantaggiosa manovra, la nuova legge di Bilancio produrrebbe, in realtà, un rallentamento dell’economia delle imprese: essa, infatti, comprende una notevole riduzione del credito d’imposta.
Per delineare un quadro esemplificativo della situazione, ricordiamo che:
Al momento si parla di un credito d’imposta del 20% in luogo dell’ìiperammortamento e del 6-7% in luogo del superammortamento. Se nel caso del super ammortamento le differenze non sono pesanti, nel caso dell’iper ammortamento si tratterebbe di un clamoroso dimezzamento del vantaggio per le imprese.
In breve, è come se venisse fatto un rinnovo dell’iper ammortamento con aliquota al 180% invece che al 270%. Una pesante riduzione del credito d’imposta a sfavore di piccole e grandi aziende.
E’ comprensibile la netta opposizione degli industriali alla nuova manovra.
L’applicazione effettiva della manovra significa frenare bruscamente la crescita dell’Industria 4.0, verso la quale tendevano, grazie all’iper ammortamento, ormai la maggior parte delle associazioni confindustriali.
Inoltre, il dimezzamento degli incentivi va in contrasto con la richiesta da parte delle industrie concernente il graduale abbassamento del credito di imposta nel corso del triennio. Passare di colpo a un credito di imposta al 20% vuol dire anche lanciare un pessimo segnale per la fiducia delle imprese.
La legge di Bilancio è, con tutta probabilità, il momento economico più importante per un Paese. E’ da tale manovra, infatti, che dipendono gli obiettivi finanziari da perseguire nei successivi 3 anni.
Proprio per questo la preoccupazione delle Industrie e delle piccole e grandi aziende per la decisione del Governo preoccupa, e non poco. Proprio per questo si auspica una revisione di una manovra che sembra, ancora una volta, frenare ulteriormente una già agonizzante economia italiana.
" 188.Per gli investimenti aventi a oggetto beni diversi da quelli indicati nei commi 189 e 190, il credito d'imposta e' riconosciuto nella misura del 6 per cento del costo; 189.Per gli investimenti aventi a oggetto beni il credito d'imposta e' riconosciuto nella misura del 40 per cento del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e nella misura del 20 per cento del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro. 190.Per gli investimenti aventi ad oggetto altri beni il credito d'imposta e' riconosciuto nella misura del 15 per cento del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro."
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